La
città di Granada fu fondata fra Xalteva e
il Cocibolba, o il Grande Lago di Nicaragua,
dal conquistatore spagnolo Francisco Hernandez de
Cordoba nell'anno 1524, creando l'insediamento coloniale
più antico su terraferma del continente Americano.
A
quei tempi nei dintorni di Xalteva abitavano i Diarianes,
una casta dei Chorotegas, una tribù di indios
guerrieri ed artisti con profonde conoscenze di
astronomia, botanica e medicina. Era altresì
importante la casta dei commercianti. La provincia
indigena aveva il nome di Nequecheri.
Granada
si distingueva per la varietà di elementi
architettonici e come punto di partenza per le successive
esplorazioni sul fiume S. Juan.
Queste
esplorazioni portarono alla creazione di una via
fluviale per l'Atlantico che segnò il destino
storico e geografico di Granada, facendola diventare
un importante porto.
Questo
fu parte del suo splendore e tragedia.
Guerriero
della casta dei Diarianes
Rovine
del Castillo de la Inmaculada Concepciòn
All'inizio
del XVII secolo il culmine del commercio fa di Granada
un importante città: crescevano le piantagioni
di tabacco e cacao e l'allevamento vaccino. Granada
era in commercio con Cartagena, Guatemala, San Salvador,
Panama e Perù.
L'incremento
del commercio per la rotta del Gran Lago e il fiume
San Juan, le rivalità tra Spagna e Inghilterra,
Olanda e Francia, fecero di Granada una vittima
di attacchi di pirati che devastarono la città
in varie occasioni.
Contro
tali attacchi le autorità coloniali costruirono
"El Castillo de la Inmaculada Concepciòn"
sul fiume San Juan nell'anno 1675. "El Castillo"
servì per difendersi dalla pirateria e dagli inglesi
che pretendevano impadronirsi della via di comunicazione.
All'inizio
del secolo XIX, la città mantiene un regolare
e profiquo commercio con le Antille; questo periodo
si caratterizza anche per brevi periodi di auge
inframezzati a movimenti armati, primo contro
l'impero Spagnolo (1812) e successivamente, nel
1823, contro l'impero Messicano.
Negli
anni successivi i criolli, che si disputavano
il potere nel nuovo stato, portarono il Nicaragua
alla guerra civile (1824-1828).
Più
tardi, nel 1854, una nuova guerra civile oppose
Granada alla città di León che asediò
Granada per nove mesi, alla fine liberata da Fruto
Chamorro.
Cattedrale
di Granada
Patio
del Museo S. Francisco
Dopo
la Guerra Nazionale a Granada cominciò la
ricostruzione servendo, alllo stesso tempo, come
sede della capitale del Nicaragua fino al 1893,
quando perde la sua egemonia politica a causa di
una rivoluzione liberale comandata dal generale
José Santos Zelaya.
Durante
quello che si chiama il periodo dei trenta anni
di governi conservatori, le innovazioni in materia
di edificazione e infrastruttura, a parte il fatto
di essere remunerative per l'economia della città,
sono modernizzanti.
Tra
le principali conquiste dei governi conservatori:
l'illuminazione pubblica (1872), il telegrafo (1875),
il telefono (1879), l'acquedotto (1880), la via
ferrata (1886) con la propria stazione, ristrutturata
ultimamente, il mercato e il parco Colòn
(1892).
Per
la sua belleza, che fa di questa città una
perla dell'architettura coloniale, viene chiamata
"La Gran Sultana". Questa definizione
fu utilizzata per la prima volta nel 1882 dalla
scrittrice spagnola Emilia Serrano Garcia del Tornell.
Vista
lato sud del Parco Centrale
Riva
del lago Cocibolga
Palazzo
Episcopale
In
epoca moderna avendo un altro tipo di sviluppo, perchè
concentrata più su attività commerciali
e industriali, Granada perse la sua egemonia politica
però non il carattere proprio di città
coloniale e neoclassica.
All'inizio
del secolo XX era considerata la città più
ricca del Nicaragua; negli anni che seguirono si è
dedicata a salvare e conservare il suo centro storico
che dimostra non solo l'interesse di molteplici amministratori,
artisti, uomini d'affari e personalità, ma
anche il desiderio di preservare per il futuro questo
tesoro e patrimonio culturale che è la città
di Granada.
Granada è stata dichiarata patrimonio storico
culturale del Nicaragua il 2 di giugno del 1995.